Recensione di "La traversata notturna" (La nave di Teseo, 2022) di Andrea Canobbio in finale in cinquina al "Premio Strega 2023"

La traversata notturna (La nave di Teseo, 2022) di Andrea Canobbio – Recensione (Premio Strega 2023)

Recensione di “La traversata notturna” (La nave di Teseo 2022) di Andrea Canobbio, romanzo in cinquina del Premio Strega 2023

Titolo: La traversata notturna

Autore: Andrea Canobbio

Fuochi assegnati: 🔥🔥🔥 (3 su 5)

Tre aggettivi per descriverlo: Evocativo, Malinconico, Disorientante

Recensione Incendiata:

La memoria dei binari che si biforcano

Recensione di "La traversata notturna" (La nave di Teseo, 2022) di Andrea Canobbio in finale in cinquina al "Premio Strega 2023"
Recensione di “La traversata notturna” (La nave di Teseo, 2022) di Andrea Canobbio in finale in cinquina al “Premio Strega 2023”

Sarò diretto: “La traversata notturna” è lo “stregato” che ho letto con maggiore lentezza e con tanta stanchezza. Il romanzo si è sicuramente confrontato con un lettore affaticato, essendo stato l’ultimo della cinquina sfogliato dal sottoscritto, ma il suo inizio non ha sicuramente facilitato la scorrevolezza. Le prime pagine, infatti, disorientano il lettore: la voce narrante si accinge tra le pagine in punta di piedi, nascondendosi nei contorni delle parole stampate su carta. Mi sono trovato alla sprovvista, un novello pendolare alla stazione, pronto per la sua traversata notturna, ma non sa ancora quale sia il treno giusto da prendere.

Si inizia, pertanto, a leggere senza sapere la destinazione, per poi scoprire profondamente la Torino dell’autore, con tutti i suoi evocativi paesaggi: “La traversata notturna” è, infatti, un viaggio in treno in un’autobiografia dell’autore, in cui scompagina e mette apposto la sua memoria, per indagare, ricostruire e ricordare la casa, la sua città, Torino, la sua famiglia, in particolar modo il suo amato padre. L’ultima stazione di questi memoriali binari è carpire dalla sua indagine il motivo per cui suo padre è caduto in uno stato di depressione, trovare il senso di una vita felice e poi spezzata. E seguendo l’autore nella sua traversata, questa diventava la mia: le pagine riuscivano ad attraversarmi, edificano interiormente stazioni di introspezione, seguono la propria memoria che si biforca in sentieri di gioia e di depressione.

In alcuni tratti, però, il viaggio in “La traversata notturna” risulta tortuoso, proprio per la presenza delle sue biforcazioni: l’atto del ricordare avviene in modo talmente naturale che è infatti scomposto; si fanno salti temporali tra il passato, il presente, frammenti e reliquie, un dialogo ininterrotto tra il narratore e la sua memoria, due voci che spesso si sovrappongono, il viaggiatore/lettore ne rimane confuso, desidera una traversata più lineare. Ma l’ultima fermata è stata superata, La traversata notturna è l’ultimo romanzo recensito, il viaggio verso il romanzo che sarà premiato sta per terminare: questa traversata notturna, con binari che si biforcano, permetterà al romanzo di vincere il Premio Strega 2023?

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