Iperguida poetica: Il commissario Magrelli di Valerio Magrelli

La poesia di oggi è ipercontemporanea: è disarmonico questo prefisso. Iper, estraneo, alieno, innaturale. Iper, esagerazione sfruttata banalmente dalla macchina commerciale. Iper, pianeta oltre, sopra, lontano. Scrivo, astronauta di spazi poetici, pianeti sconosciuti al millennio, ogni volta di una raccolta di un autore diverso, cercando quell’Iper-alieno e riportandolo all’oggi. Scrivo, giocando col nome di queste indicazioni galattiche: iperguida poetica.

Il commissario Magrelli, Valerio Magrelli, Einaudi, 2018

Valerio Magrelli in Il commissario Magrelli è il poeta di uno spietato gioco investigativo. È una raccolta poetica in cui gioca con il suo nome, il commissario Magrelli, che ricorda molto quel Maigret di Simenon. Fa di se stesso il poeta commissario, un commissario che indaga in versi. Indaga sui gialli irrisolti di questo ipercontemporaneo, di cui si è perso la risonanza, dimenticata l’illiceità: reati impuniti, violenza taciuta, ricerca di giustizia. Intraprende questa ricerca di giustizia nei confronti di un’illegalità che agisce sotterranea, con una mente silenziosa. Il poeta rimembra il suo vecchio ruolo di cantore e i suoi versi diventano cassa di risonanza di questo silenzio:

Visto che tutti i libri / hanno ormai un commissario, / mi faccio commissario / della poesia / e parto sulle tracce dei misfatti / che restano impuniti a questo mondo.

Sicuramente la scelta originale di commistione di generi è rischiosa: giallo, poesia, denuncia. Un rischio vinto, proponendo una forma di poesia nuova, diretta, tagliente, lessico attuale, quasi lontano dalla liricità poetica, velandolo con un’intelligente ironia. È un rischio funzionale al contenuto della raccolta, che diventa immediato. Il contenuto risonante è il millennio violento, il duemila omertoso, il nostro reale illegale: furto finanziario, stupro, femminicidio, ultras, piromania, pirata della strada, sfruttamento in ambito del lavoro, vendita di armi, aggressione omofoba, speculazione sull’immigrazione, istigazione alla prostituzione, corruzione, delitti di mafia. Defunti, che non hanno potuto parlare, riacquistano voce nelle indagini poetiche del commissario:

Giulio Regeni:

Anche l’Egitto giace / avvolto dall’orrore: / un ragazzo faceva domande / ed è stato sbranato.

Il G8 di Genova, Federico Aldovrandi, Stefano Cucchi:

Cucchi, poi, viene meno / durante la custodia cautelare / e muore fra le braccia di quello Stato che / avrebbe invece dovuto costudirlo!

La catena di denunce è intermezzata da liriche presentanti lo stesso schema metrico, ritmico, lessicale: sono delitti inventati, con spunti comici, avvenuti tra legami stretti, per motivi futili per cui si uccide. Magrelli sfida il lettore, lo invita a risolvere il giallo, l’indovinello di questi intermezzi, a individuarne, quindi, gli schemi ripetuti. Un modo ironicamente bestiale per mostrare la presenza del marcio anche in un pianeta piccolo, quale è quello famigliare.

Tra questi versi, però, di male compiuto, dal più piccolo pianeta al più grande, la vera ferita, quella giusta, che fa più male è quella che compie il poeta, il commissario Magrelli. La sua penna è l’arma, la lama potente, che compie il taglio, uccide il lettore. Gli scrive violentemente addosso queste parole: apri gli occhi, e migliora moralmente. Lo ferisce con la sua chiarezza, la sua limpidità di scrittura, con i suoi versi diretti, affinché questi siano costruttivi. Il lettore deve riflettere, considerare il male che lo circonda, dal più lieve, con cui si convive passivamente, al più pesante. Deve uscire da uno stato di ingenua abnegazione e coltivare una consapevolezza critica. Deve smettere di essere plebe e ritornare ad essere popolo:

Il commissario non lo sa, ma crede / che occorra riscattare la plebaglia / trasformandola in popolo, / strappandola all’ignoranza che la soffoca / così come lei soffoca i passanti: /sottrarre la plebe allo stato di plebe / cui è stata condannato lungo i secoli, / e che condanna gli altri a sopportarla. / Guarirla, insomma (un programma scontato / vetero-illuminista, / eppure ancora disperatamente / necessario).

Ed è necessaria, quindi, la lettura di Il commissario Magrelli: la dimostrazione impetuosa di come la poesia oggi possa essere ancora utile e impegnata.

Antonello Costa

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