IO INCENDIO: IO VOGLIO TE

2021, il ritorno dell’Incendiario, dopo questa breve pausa invernale, durante il periodo e vacanze natalizie.

2021 e I want you. Casco in questo cliché, in questo slogan ormai abusato, nato dal manifesto di James Montgomery Flagg. Ritrae il famoso zio Sam, personificazione storica del governo americano e del suo potere. Invita, con il suo indice putato, ad arruolarsi tra le schiere americane per prendere parte alla Prima guerra mondiale. Associo questo slogan militante alle proposte pacifiche del nostro Incendiario: io, che faccio parte di questo incendio, voglio te, I want you. Voglio te lettore, perché la cultura, in questa guerra mondiale, sta perdendo.

Voglio te, lettore per tappare le bocche di quelle solite critiche gratuite. Sento ripetere: il vostro lavoro è inutile, non è proficuo alla grande macchina economica, per cui tutto il resto coopera; il vostro percorso di studi è semplice, tra saggi e antologie, un facile gioco di memoria; la vostra scrittura è un’azione banale, poco immediata, non congruente ad un sintetico sistema delle comunicazioni odierne. Voglio te, per rompere loro la voce, dimentichi che le loro parole, il loro Italiano è nato dal frutto dello studio linguistico di colui che è il padre delle parole, del nostro incendio, che ha captato con le sue orecchie, e riscritto I promessi sposi. Voglio te, per sovrastare e rendere silenziose queste malelingue: perché la parola è alla base dell’informazione, della cultura, della comunicazione, dell’inchieste, delle ricerche, dell’intrattenimento, di qualsiasi spessore morale. Perché ciò che è parola è fondamentale, rivelatore delle esperienze umane, che siano passate, presenti o future. Voglio te, lettore, perché anche tu hai un tuo incendio, che può essere tramutato in parole, indipendentemente dal tuo percorso di vita; la tua idea può diventare arte, che sia critica, intervista, inedito o recensione. Voglio te, e far parlare quelle parole, per far urlare la Letteratura, e che l’ascolto raggiunga tutti. Voglio te, e non dar peso al maledetto canone, che pone differenza tra ciò che è classico, elitario, riservato ai più importanti critici, e ciò che è commerciale, condannato criticamente dalle tante vendite. Voglio te per bruciare il libro, il simbolo per cui siamo attaccati, la fonte di discriminazione, la sua lettura giudicata una noia. Voglio te, per essere fenice dalle ceneri di questo incendio, per far risorgere La Letteratura; che sia nuova, che sia inviolabile da queste critiche, che sia accessibile e aperta a te, lettore.

Presento, quindi, per la settimana del ritorno dell’Incendiario, tre fiamme vive, curiose, intelligenti: le parole di tre autori, di cui ho piena fiducia.

Fabio Massimo Cesaroni ritorna con il secondo capitolo della sua rubrica di critica: Essere o non essere… Super?. Cesaroni si muove nel mondo fumettistico tra la nascita e le vicende editoriali di Daredevil, che ha acquistato grande fama recentemente grazie alla serie targata Netflix. Un supereroe anomalo, non vedente, non affronta un supercattivo. È un eroe umano, normale e quindi più reale, che si scontra per la sua città contro la criminalità organizzata. È questo il super delineato da Cesaroni, con una critica originale, diretta, comunicativa, viva.

Lo spazio inediti è riservato ad un esordio su L’Incendiario, Natalia Marraffini e il suo racconto Il notturno: la storia di tre donne, in una notta misteriosa, esoterica, conturbante. Marraffini scava in questo mistero, in questo notturno; il suo è un tributo stilistico ad Anna Maria Ortese, e una grande metafora autobiografica del periodo ribelle adolescenziale.

Chiude la settimana un altro ritorno, la nostra rubrica di interviste Cosa vuol dire essere una libreria indipendente oggi?. Leonardo Borvi ha intervistato la libreria indipendente Tiburtina Incipit, di Roma, zona Tiburtina, in Via Giuseppe Marcotti. Una libreria aperta dai proprietari per scrivere un inizio, il loro incipit, dopo anni di lavoro in un’altra come dipendenti. Una libreria che non si è mai fermata, che attraverso le spedizioni ha trovato il modo per rivoluzionarsi e muoversi velocemente nell’anno passato. Una libreria impegnata in notevoli iniziative, come club di letture, incontri con autori, letture ad alta voce per i più piccoli, il libro sospeso come il caffè. La libreria Incipit racconta così la sua storia, e il suo mondo letterario, in questo dialogo e scambio con Borvi.

Ti saluto, quindi, lettore, augurandoti nuovamente un buon inizio anno. Ti ricordo: Io voglio te, voglio le tue parole, le tue proposte, anche solamente un’idea. Invia, senza scrupoli, la tua proposta all’email di redazione: redazione.incendiario@gmail.com. Io voglio te, perché anche una lieve fiamma può diventare un incendio.

Antonello Costa per la redazione di L’Incendiario

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