Sulle tracce di un profumo

Recensione Il profumo di Patrick Süskind, TEA, 2017


La Francia del XVIII secolo è lo sfondo del romanzo di Patrick Süskind, Il profumo. L’autore racconta la storia
di un personaggio controverso, ambiguo, privo di moralità e di empatia: Jean-Baptiste Grenouille. Ma non
sono solo le sembianze, morali e fisiche, abominevoli a renderlo atipico: egli non emana alcun odore, però
ha la capacità innata di carpirli e distinguerli con la massima precisione.
La storia di Jean-Baptiste Grenouille inizia nel luogo più puzzolente di Parigi: il Cimetière des Innocents. La
sua infanzia, per nulla felice o normale, la passa presso una pensione per orfani. Crescendo Jean-Baptiste
ha dei concreti ritardi nello sviluppo, ma fin da subito il suo naso fa da padrone sul resto dei suoi sensi.
Secondo Madame Gaillar, la rettrice dell’orfanotrofio, Grenouille è dotato del potere della chiaroveggenza
che unita alla mancanza di odore lo rendono agli occhi della donna una presenza portatrice di sventura; così
non appena il convento che provvede al mantenimento del ragazzo presso l’istituto sospende i pagamenti
della retta, Madame Gaillard si sente in diritto di sbarazzarsi di lui, vendendolo a Monsieur Grimal come
apprendista conciatore. All’età di otto anni inizia la vita di Grenouille nel mondo.
Il lavoro presso la bottega di Grimal è duro e pericoloso, ma nonostante questo Grenouille sopravvive con
la tenacia di una zecca, finché non arriva l’occasione di cambiare il suo destino.
Una sera Monsieur Grimal lo manda a fare una consegna presso un importante profumiere di Parigi,
Giuseppe Baldini. Jean-Baptiste sfrutta questa occasione per mostrare le sue capacità e convincere Baldini
ad assumerlo come garzone. Nel periodo che lo tiene con sé, Baldini insegna a Grenouille l’arte della
creazione dei profumi, mentre il giovane apprendista, grazie al naso finissimo, risolleva l’attività del vecchio
profumiere da una grave crisi. Grenouille lavora per Baldini fino all’età di diciotto anni, quando il vecchio
profumiere gli concede un ufficiale diploma di garzone profumiere e la possibilità di andare per la sua
strada. Il periodo con Baldini per il giovane era solo un mezzo per imparare le tecniche del mestiere al fine
di raggiungere il suo vero obiettivo: creare un profumo capace di dominare gli uomini.
Da questo momento inizia il viaggio di Jean-Baptiste verso il sud della Francia che ben presto diventa una
fuga dall’odore umano, spingendolo ad isolarsi dal mondo per sette anni sulle cime del vulcano Plomb du
Cantal. Qui, nella totale assenza di qualunque tipo di odore, Grenouille arriva a scontrarsi con la dura realtà:
la consapevolezza di non avere un odore proprio. Questa scoperta lo spaventa al punto tale da fargli
decidere di tornare alla civiltà.
Riprende il suo viaggio che lo porta alla sua meta originaria: la città di Grasse, patria delle più fini ed
elaborate tecniche di produzione dei profumi. Proprio qui che Grenouille trova l’essenza fondamentale per
creare il profumo perfetto per sopprimere alla sua mancanza e per dominare il mondo. Un profumo ancora
acerbo, una bambina dai capelli rossi che con la crescita avrebbe portato con sé l’essenza assoluta più pura
che potesse esistere sulla terra. Ora non resta che capire come distillare l’essenza di un essere umano a
qualunque costo. Presto il giovane aspirante profumiere scoprirà che questo prezzo è la vita di coloro ai
quale vuole sottrarre l’odore. Grenouille inizia i suoi esperimenti da prima sugli animali per arrivare
all’omicidio di ventiquattro giovani fanciulle, facendo sprofondare la città di Grasse nel più totale terrore.
La serie di omicidi di giovani vergini allarma il padre della bambina dai capelli rossi, ormai diventata una
giovane donna, tanto da spingerlo a fuggire dalla città. Ma il tentativo è vano. Grazie al suo formidabile
fiuto Grenouille capisce della partenza della fanciulla e anche quale sia la sua meta nonostante i tentativi di
depistaggio del padre. Nel cuore della notte, ad un passo dalla salvezza, Jean-Baptiste uccide la povera,
ignara fanciulla nel sonno e totalmente indisturbato estrae l’odore dal suo cadavere.
Finalmente ottiene l’essenza assoluta di cui aveva bisogno, finalmente anche lui ha un odore.
La felicità di Grenouille, però, dura poco. In pochi giorni la polizia riesce a raccogliere gli indizi che
conducono dritti da lui, per poi rinvenire nella sua abitazione i resti delle venticinque fanciulle uccise. La
condanna a morte diventa inevitabile.
Il giorno dell’esecuzione succede qualcosa di inaspettato: Grenouille viene risparmiato. Il giovane
profumiere si presenta al patibolo con addosso poche gocce dell’essenza della fanciulla dai capelli rossi.
Non appena le migliaia di persone presenti annusano il nuovo odore di Grenouille vengono prese da una
frenesia di pura lussuria. Quella che doveva essere la crocefissione del famigerato assassino delle vergini di
Grasse diventa una notte di follie e piaceri sfrenati per tutti. In quel momento Jean-Baptiste capisce il suo odio. Odia tutti gli esseri umani, odia il piacere che ha provocato loro, odia sé stesso. Tutti i
suoi sforzi sono vani e creare il profumo perfetto è del tutto inutile. Non vuole farsi
adorare dal mondo così, tutti i piani e le manie di onnipotenza che avevano sempre accompagnato
Grenouille spariscono. Scappa dalla città. Si rimette in viaggio per tonare lì dove la sua vita era iniziata: al
Cimetière des Innocents. Nel cuore della notte apre la boccetta del profumo perfetto per versarsela tutta
addosso. In quel momento quelle che sembravano ombre prendono vita, si fiondano su di lui e iniziano a
farlo a brandelli con le mani, con i denti presi da una fame insaziabile. E così di Jean-Baptiste Grenouille non
rimase nessuna traccia.


Il profumo è sicuramente un romanzo particolare, a tratti enigmatico. Le capacità descrittive di Süskind
rendono la lettura coinvolgente: egli riesce attraverso una narrazione accurata delle esperienze olfattive del
protagonista a far immergere nella storia anche il naso del lettore. A parte questa particolarità non ho
trovato la storia appassionate o avvincente. Nonostante le vite degli altri personaggi sono descritte in modo
completo prima e dopo l’incontro con Grenouille, questi sembrano rimanere delle ombre all’interno della
storia, come semplici strumenti funzionali alla narrazione. Si potrebbe quasi dire che l’unico vero
personaggio di tutto il racconto sia Jean-Baptiste Grenouille. Infatti la sua caratterizzazione fa da padrone
nell’opera: la totale mancanza di emozioni del protagonista rende la narrazione arida. Fin dalle prime righe
l’autore ci presenta Grenouille come un genio che non lascia traccia nella storia del suo operato perché il
suo campo d’azione è limitato agli odori, il che lo penalizza. Ma trovo questa presentazione esagerata
rispetto al personaggio che viene descritto: Jean-Baptiste Grenouille non ha odore perché non è e non ha
nulla fin dai primissimi attimi della sua esistenza. Perfino il suo obiettivo di dominare il mondo con il
profumo perfetto alla fine si rivela vano, perché l’unica emozione reale di Grenouille è l’odio. Il personaggio
di Grenouille a livello emotivo non è mai andato al di là del suo naso. La sua è un’anima oscura senza alcuna
possibilità di trovare la luce che si accende in ognuno di noi quando siamo felici, innamorati, spensierati.
Nemmeno il finale anche se ad effetto e inaspettato, a parer mio, aiuta la riuscita della trama che si risolve
nel nulla. La storia di Grenouille si conclude proprio com’era iniziata: nella sventura, nella miseria, lasciando
il protagonista nel totale anonimato.
Uno spunto di riflessione, però, si può cogliere: l’ambizione pura e fine a sé stessa in una vita senza amore
non porta da nessuna parte.

di Ilaria Carnara

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