AUTOCRITICA DI UN ALTRO

Sei convinto che trascurandola lei verrà di nuovo da te abbandonandosi ai suoi lirismi, ne sei convinto, sei abituato a manipolarla, manipolare quella sua ingenuità. Vorresti dire a te stesso che sei il re degli orgasmi. Ma se la trascuri diventerà sicuramente di un altro, e la sua pazienza si trasformerà nella felicità di un altro. Non c’entrano niente gli amici e le loro parole non mantenute.

Non hai twitter, non scrivi più in un giornale, sembra tu abbia perso ogni potere. Non avresti comunque la forza di vincere una idiozia, quella che tu ritieni una idiozia. Ha una amica di quarantatré anni ma non ti importa, per tutte le volte che avete preso il treno insieme, dimentichi ogni amica. L’unica cosa che ti viene in mente quando prendi il treno è il modo in cui lei ti sbottona la cintura, il fatto che indossi sempre le stesse camicie ma sei elegante e non puoi dirtelo da solo.

Ti è richiesto un enorme coraggio per descrivere un sentimento ma tu non ami nemmeno il silenzio, ami dire parole che non siano promesse, ami le sorprese come quando torni a casa e lei ti sbottona la cintura. Ricordi tutte le volte che è successo in quattro anni, la tua memoria è piena dei suoi ricordi. Ma lei abita lontano, ha passato quattro anni a vivere lontana. Nelle lontananze non hai fatto altro che pensare che se non l’avresti presa tu l’avrebbe fatto qualcun altro.

E poi ci sono i rapporti di forza, certo. Ormai non hai più la forza di immaginarla futura, nemmeno se te lo dice un altro come immaginarla futura. Sei riuscito ad amare persino i tatuaggi e il piercing, le sue parole inutili, perché da solo sapevi di non valere niente e tutto con lei ti viene meglio. Anche masturbarti ti viene meglio, anche emozionarti e commuoverti, anche desiderare la convivenza ti viene meglio per non masturbarti, ti viene meglio tutto con lei.

Poi lei diceva di essere comunista, si comportava come una comunista, amava tua madre, rispettava i tuoi nonni e la tua casa, e tu ti sentivi insalvabile senza. Pensavi che sarebbe stato giusto decidere di farla vivere con te e di non masturbarti più. Le avresti fatto un bagno nello champagne, perché lei anche lontana per quattro anni ti restava l’unica desiderabile e anche masturbandoti con lei ti veniva meglio. Non ti bastava più la sua parola, la sua promessa, non potevi più resistere, e non c’entrava che fosse un altro a ricordartelo. La volevi chiamare vicino a te, perché masturbarti con lei ti veniva meglio ma tu volevi mangiarla, tu volevi non masturbarti più e desideravi il suo fascino, sì tu la desideravi anche se masturbarti con lei ti veniva meglio.

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