MMXX – Bambino

Capitolo 1: Profumo
Capitolo 2: Magma
Capitolo 3: Elastico
Capitolo 4: Cemento

In questo percorso sensoriale la vista si specchia nel simbolo della nascita, e partorisco la storia di un eterno bambino, burattino di legno, del 2020. Ne attraverso i momenti, i messaggi poetici, gli lascio la penna e chiude questa mia esigua raccolta.


1) Irradio la mia iride di una lama pastello


Vengo alla luce, una piccola talpa accompagnata nel mondo. Vedo sol ombre, e mi affido a queste, mi fido del suono, della pelle, del profumo, del gusto di latte. Nasco con gli occhi chiusi, in pargoli vicoli ciechi. Poi cresco, passano i primi mesi, acquisisco la corposità dei colori e delle forme. La mamma che con il vento fa girare le sue girandole. Il papà che spinge più in alto l’altalena verso le foglie brulle di un albero secco. Brillano i giocattoli, il paese di tanti balocchi. Un beato insieme di luce, che prende forma, in cui non ho paura. E mentre i grandi continuano a giocare, soffio la mia ultima bolla. Questa si scoppia, il liquido ferisce la retina, il raggio di sole è più forte, si irradia la mia iride di una lama pastello. Un ultimo istante di luce, l’ultimo momento dell’illusioni. E poi di bolle non ne soffio più.


2) Disperdo il mio fumo in buio


Oggi sono un adolescente e fumo con un amico distante l’ultimo mozzicone di sigaretta. Una innocente trasgressione per sentirmi vicino al mondo dei grandi. A volte un sorso, un goccio di troppo, per fare i balordi, per fingermi i grandi, per fingermi adatto. Sono un omino di fumo, che si disperde nel mondo più grande del buio. Sono una forma fluida, non ho un vero interesse, non so cosa voglio fare da grande, non riesco a distinguere cosa sia bene, cosa sia male. Non ricordo la consistenza dei veri valori. In un momento così delicato, il tempo del fumo mi condanna troppo spesso a essere solo. Il tempo dei giocattoli è finito, si passa al tempo dei messaggi d’aiuto. Li ho scritti in minuscolo e in caratteri cubitali, ma questi non vengono letti.


3) Sbavo lo spessore della mia linea sfocata


Poi riesco a scegliere il mio posto nel mondo, ma il mondo dei grandi mi costringe a un altro diverso. Cerco di dipingere i miei contorni, prova a dare colore al mio corpo, ma una mano mi ruba il pennello e demarca un acquarello sbavato. Io, quasi adulto, son costretto a un posto sbagliato. E quel posto è un pozzo lontano, il fondo più oscuro, dove non c’è via d’uscita. E con le mie forme ambigue, non riesco a salire. Non salgo, non cado, aspetta salvezza, da un salvatore che non arriverà mai.


4) Ma l’estrema salvezza della mia seconda nascita


Ma in ogni pozzo più cupo, un raggio di sole taglia le rocce. Vengo alla luce, una seconda volta; l’estrema salvezza della mia seconda nascita. Raggiungo la vista, trova il disegno, le pagine giuste, le consapevolezze: non aspetto più che qualcuno mi salvi, mi salvo da solo, io sono la mia salvezza. Ma nessuno si salva da solo, e decido di salvare anche gli altri. Getto la corda, la luce, il raggio nella fessura, a chi è nel pozzo, nel punto più buio. Faccio di tutto per donar salvezza. Voglio essere il prisma, un connettore, mi faccio attraversare da un raggio indistinto, e che questo trovi le sue fasce di luce, la sua identità. Ma la regola è proporzionale, non posso continuare a salvarmi da solo. Seguo le lucciole, queste anime buone, lanterne speciali da ringraziare. Devo loro tutto.
L’insegnamento dell’importanza della struttura, la ragion d’essere di ogni vita.
Il meccanismo giusto della memoria, il modo più sano per ricordare chi non c’è più.
La giustizia di difendere chi è offeso, una profonda consapevolezza di uguaglianza.
L’immensa gratitudine, il sacrificio, per chi voglio bene.
La salvezza. Non smetto di donar salvezza.


5) MMXX


E con coraggio impugno la spada, impugno la penna. E infine scrivo MMXX. Voglio esser d’aiuto, un messaggio di monito, a un bambino nato del 2020. Sovrappongo agli antichi cinque sensi, cinque valori, quelli di adesso, quelli che aiutano adesso.
L’olfatto, il tatto, l’udito, il gusto, la vista.
Il profumo, il magma, l’elastico, il cemento, il bambino.
La struttura, la memoria, l’uguaglianza, il sacrificio, la salvezza.

https://lincendiario.com/tag/mmxx/ di AVI

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