Il Natale (solidale) che vorrei

19 dicembre 2021.

È arrivata a farci visita la penultima domenica dell’anno, quel lungo e atteso corridoio che, addobbato a gran festa, ha in fondo lo sfavillante portale rosso del Natale.

Per affrontare il primo Natale che, dopo le restrizioni dell’anno precedente, torna caloroso e affollato, può essere utile il ricordo della parabola di uno dei personaggi più emblematici dell’universo dickensiano: Scrooge.

Il banchiere, simbolo dell’avidità oltremisura, è il protagonista del famigerato Canto di Natale, racconto che appare ai lettori londinesi proprio il 19 dicembre del 1843. Il trentenne Charles Dickens si cimenta con il tradizionale universo favolistico e natalizio ma lo fa incontrare (e scontrare) con le pennellate nere della tradizione gotica e quelle grigie di un’attenzione morbosa alla tematica sociale. Da questo calderone ne fuoriesce una pozione unica e intramontabile, in grado di catapultare il lettore nel vortice della vicenda umana di un personaggio che rompe i suoi rigidi schemi, viene tirato e stirato dalla logica dickensiana, fino allo stupefacente ravvedimento finale. Il banchiere straccione, che non spende nemmeno un penny per se stesso, si vota alla beneficenza: un confortante tu subentra ad un arcigno io.

Canto di Natale è una favola senza tempo in quanto, pur presentandoci la situazione tipica della Londra vittoriana, scissa tra sacche di ricchezza gelosamente custodite e la platea di diseredati, emarginati, costretti nella morsa di un lavoro mal retribuito e senza garanzie, intona un canto/monito udibile anche dalla nostra società. Proprio come Scrooge, rischiamo di essere accecati dalla dimensione egoriferita, senza riuscire a guardare oltre la siepe dei nostri confini.

A mio avviso la magia e lo spirito del Natale consistono nello svestirsi dei propri panni e indossare quelli di un altro: che sia l’altro più vicino a noi, dalla famiglia agli amici, o l’altro per eccellenza, colui che nella grigia routine quotidiana schiviamo, oltrepassiamo, a cui gettiamo uno sguardo che alterna sfumature di pietà, pena e fastidio.

Scrooge è stritolato dalla sua dimensione tutta privata e odia il Natale proprio perché è uno stop tanto brusco quanto ingiustificabile, inutile e infruttuoso, all’accumulo incondizionato di denaro. Indossare quotidianamente i panni da banchiere lo ha inevitabilmente allontanato dall’amore che si alimenta solo con il contatto altrui. L’intervento provvidenziale dei tre spiriti del Natale riesce a inceppare un meccanismo che sembra inossidabile. Grazie ai tre fantasmi, Scrooge abbandona il palco della messinscena della sua esistenza e per la prima volta assume il punto di vista dello spettatore in platea. La sua visione si allarga, si fa più nitida, tessitrice di una trama generale, in cui nulla è lasciato al caso e tutto è concatenato. La notte della Vigilia di Natale il banchiere assiste alla messa in onda delle tre stagioni della sua vita e ne rimane folgorato. A questa crisi, subentra la torsione della catastrofe: in fondo alla via per Damasco sfavilla la conversione.

Il miracolo del Natale diventa un post-it che ci ricorda come non è mai troppo tardi assumere vesti e punti di vista inediti: proprio così andrebbe affrontato questo Natale in cui torna possibile il contatto interpersonale. Le restrizioni che hanno connotato le festività passate ci rammentano come il vero significato di questa festività sia la condivisione, l’espropriarsi di sé – dalla propria visuale egocentrica all’attaccamento ai propri beni – e donare all’altro, per rigenerarsi in una nuova vita, all’insegna dell’altruismo e della bontà.

Dickens con la sua favola immortale ci insegna che, se un eroe dell’avidità come Scrooge è riuscito a votarsi totalmente alla comunità, lo sfavillante spirito del Natale può cadere anche su ognuno di noi e aprirci alla profonda realtà della beneficenza.

Regno costellato di moltissimi campi, da quello sanitario a quello infantile, dall’attenzione per i meno abbienti alla difesa dei diritti delle donne, la beneficenza è un sottobosco ricco di associazioni straordinarie, che hanno deciso di votare la loro esistenza all’aiuto incondizionato del prossimo. Noi de L’Incendiario vorremmo consigliarvi alcuni protagonisti di questa realtà, nell’auspicio che possiate qui indirizzare lo Scrooge convertito che è in voi.

Come ogni anno, la comunità di Sant’Egidio (https://www.santegidio.org/pageID/37948/langID/it/Un-Natale-diverso-ma-con-gli-amici-e-il-calore-di-sempre.html) scende in campo per aiutare i soggetti fragili, dai meno abbienti agli anziani, fino ai bambini provenienti dagli angoli più dimenticati della Terra. Lo spirito di inclusività totale della campagna #natalepertutti porta all’organizzazione di un corale pranzo di Natale, per donare a tutti il calore del focolare familiare. Fino al 27 dicembre è possibile donare un pasto, portare un regalo, essere presenti a questo canto di Natale contemporaneo. Lo spirito del Natale alimenta anche l’iniziativa del Rigiocattolo: proprio nella giornata del 19 dicembre in numerose piazze italiane è possibile portare giocattoli vecchi, destinati a scatoloni o cantine, per donare loro un’altra vita tra le braccia dei bambini africani. Un modo solidale ed ecosostenibile per illuminare con la magia del Natale le parti più buie della Terra.

I bambini sono i protagonisti di Unicef, da 75 anni al fianco dei diritti del mondo infantile. È possibile sostenere questo importante ente in vari modi, dalla donazione occasionale al lascito. In questo periodo di festività si sono aggiunte iniziative specifiche come il cesto salvavita, la possibilità di acquistare e donare ai bambini meno abbienti prodotti di prima necessità, destinati soprattutto alle comunità africane. Un altro modo per portare lo spirito del Natale tra i reparti degli ospedali infantili italiani è il regalo sospeso: con una donazione di 10 euro viene regalato ai piccoli pazienti uno zainetto pieno di colori e disegni. Con pochi clic su https://www.unicef.it/ è possibile regalare la gioia del Natale a tutti.

Il mondo infantile può essere aiutato sostenendo Save the Children, impegnata nella tutela dei bambini provenienti da oltre 120 paesi nel mondo, in prima fila nell’emergenza fame in Africa e in Afghanistan. Sotto questo grande albero di Natale è possibile mettere regali solidali, dai vaccini alle medicine, fino a pacchi alimentari e giocattoli: moltissime sono le proposte (basta consultare il sito https://regalisolidali.savethechildren.it/regali/) in grado di portare sorrisi a tutti.

Ancora più semplice è aiutare Banco Alimentare, fondazione che con la sua capillare rete di volontari raccoglie alimenti e buste della spesa acquistate dai cittadini e da donare alle famiglie meno abbienti, raggiunte a migliaia grazie al grande successo della colletta nazionale dello scorso 27 novembre. Numerose sono le iniziative in corso e varie le partnership che permettono di acquistare direttamente sui propri canali e devolvere al Banco Alimentare, da Glovo alle Christmas Box di Coca Cola, per sostenere la lotta allo spreco alimentare. Dai Menu Pausa Perfetta messi a disposizione da Autogrill, all’acquisto di vaschette Cuki e di “Regali della bontà” di Bennati, è semplicissimo sostenere il Banco Alimentare (ecco le iniziative in corso https://www.bancoalimentare.it/it/campagne-in-corso) e imbandire la tavola di Natale con prodotti i cui introiti sostengono la cultura del cibo, per far sì che quest’ultimo diventi un diritto di tutti.

Altro ambito particolarmente delicato è quello dei diritti delle donne, soprattutto in realtà complesse come l’Afghanistan. Per Pangea (https://pangeaonlus.org/) ogni donna in ogni angolo del mondo conta e va tutelata. “La vita riparte da una Donna”: questo è il leitmotiv della Onlus. Possiamo far sentire il nostro appoggio ad ogni donna e bambina con donazioni mirate oppure acquistando prodotti e pacchetti disponibili sul sito, dalle coperte per le bambine di Kabul all’aiuto da dare a bambine vittime di violenza familiare. Diventano parole di conforto anche quelle che vanno a comporre il calendario dell’avvento, acquistabile sul sito. Lo spirito del Natale e della condivisione anima anche il Bazar: un modo per acquistare oggetti, da abbigliamento a cosmetici, e aiutare con gli introiti ottenuti le donne italiane, afghane e indiane, per farle sentire parte integrante dell’abbraccio inclusivo di Pangea.

Possiamo indirizzare il nostro spirito natalizio anche verso le Associazioni che si occupano di raccogliere fondi da indirizzare alla ricerca scientifica. Da Ail ad Airc, da Telethon a Medici senza frontiere, le iniziative sicuramente non mancano e sono alla portata di tutti. Per aiutare la ricerca contro le leucemie, linfoma e mieloma è possibile acquistare su https://www.ail.it/cosa-puoi-fare-tu/natale prodotti che spaziano dai biglietti di auguri personalizzati a braccialetti firmati Cruciani fino a tazze il cui contributo viene devoluto in aiuto dei pazienti e delle famiglie, per non far sentire #maipiùsoli chi combatte contro i tumori del sangue. La potenza del gesto di donare viene esaltata dalla campagna dell’Airc “Tutto in un dono”. L’associazione nata nel 1965 per la ricerca contro il cancro mette a disposizione uno shop online, dai biglietti natalizi alle tazze, dalle borracce con messaggi personalizzati agli addobbi natalizi, e devolve il ricavato alla ricerca: un modo solidale, su https://nataleairc.it/, per donare speranza attraverso i regali. Il dono è al centro anche di Telethon, che, avviata la maratona 2021 sui canali televisivi, sta raccogliendo fondi per la ricerca contro le malattie generiche rare. Acquistando (su https://shop.telethon.it/natale/) pacchetti regalo, candele e taccuini natalizi, possiamo aiutare la ricerca contro le malattie rare che colpiscono soprattutto i bambini. I bambini di tutto il mondo sono al centro delle campagne di Medici senza frontiere: per questo Natale è possibile donare sul sito https://www.medicisenzafrontiere.it/landing/natale-2021- sette euro al mese, per garantire un anno di cure mediche essenziali ai bambini italiani, afghani, haitiani o malati di Covid.

La magia portata da un dono condiviso alimenta “Nipoti di Babbo Natale”, un progetto curato dall’Associazione Un Sorriso In Più Onlus per realizzare i desideri degli anziani ospiti di case di cura. Per non far sentire sole queste persone basta scegliere, sul sito https://www.nipotidibabbonatale.it/progetto/, un desiderio da realizzare, acquistare il regalo e farlo recapitare, o consegnarlo personalmente, alla casa di riposo scelta. In pochi clic possiamo trasformarci nel Babbo Natale della porta accanto e diventare fautore della felicità altrui.

Lo Scrooge convertito che è in noi ha dunque mille terreni diversi su cui agire, per portare il rinnovato e profondo significato del Natale in ogni angolo della Terra.

Oltre a ricordarvi le varie associazioni, vogliamo donarvi un racconto: Replica di Natale di Lucrezia Arianna, viaggio nella Londra del secondo Ottocento, in una vera e propria rivisitazione del canto dickensiano. Una storia da non perdere, uno spin-off che scandaglia gli effetti che la lettura di Dickens e l’irrompere di un personaggio controverso come Scrooge riescono ad avere su coloro che si sentono chiamati in causa dalla storia, dalla denuncia sociale, dalla magia dello spirito natalizio. Un modo unico per rivivere la magia del Canto di Natale e abbandonarsi alle faville di un nuovo miracolo.

Cari lettori, sotto l’albero di Natale de L’Incendiario questa settimana troverete anche altri inediti: i testi vincitori del concorso indetto dall’associazione culturale Piccolo Principe. Con orgoglio abbiamo selezionato numerosi testi scritti dagli alunni delle scuole medie di Formia e non vediamo l’ora di donarvi le favole ideate da questi giovani autori che ci hanno a loro volta donato il loro universo, spalancando la porta della loro fantasia, per calarsi in maniera originale e personale in favole incentrate sul rispetto per l’ambiente, in particolare sulla fervida vita che scorre attorno alle antiche e maestose querce.

Miei cari Scrooge, non deludetemi. Siate generosi, altruisti, convertitevi al vero spirito del Natale, aiutate nelle vostre possibilità il prossimo, chiunque esso sia. Apritevi, espropriatevi, votatevi al dono: in questo modo sarete più propensi ad accogliere altri doni, nel vortice unico che solo il Natale sa creare.

https://lincendiario.com/tag/buon-natale-dallincendiario/ di Eleonora Bufoli per la redazione da L’Incendiario

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