Il realismo fantastico di “Crescent City” (di Sarah J. Maas, tradotto da Vanessa Valentinuzzi, Mondadori, 2020)

Caro lettore, cara lettrice,

Non mi faccio ascoltare da tempo attraverso questa forma, incastrato nella caccia allo Strega. Voglio raccontarti di altre streghe, di altri romanzi che appartengono al mondo fantasy. Qualche mese fa ho avuto quello che viene definito il blocco del lettore: non sapevo più cosa leggere, iniziavo un libro, ne leggevo venti pagine, lo abbandonavo e ne iniziavo un altro, come un’ape impazzita che non trova più la scia del suo alveare. Supero solitamente il blocco del lettore gettandomi nei romanzi fantasy: mi procuro un paracadute, mi accingo a saltare e a entrare in nuovi mondi. Vagavo nella libreria, ho letto velocemente qualche trama, niente di troppo interessante. Poi ho fatto un gioco, caro lettore e cara lettrice: farmi ispirare dalla copertina; acquisto il libro la cui copertina mi ha colpito maggiormente, senza leggere la trama. È un acquisto da semibendato, la partenza di una corsa di macchine ma senza i miei occhiali da vista. Ho acquistato questo librone fantasy, settecento pagine circa, perché ispirato dalla copertina: Crescent City. La casa di terra e sangue (di Sarah J. Maas, tradotto da Vanessa Valentinuzzi, Mondadori, 2020). Il primo romanzo di una nuova saga di Sarah J. Maas, in cui il fantasy si mescola con l’oggi, come nera goccia in un barattolo di vernice bianca; ne basta una sola, per rendere il tutto grigio. E tra i grattacieli e tra le strade di una metropoli, Crescent City, si aggira il grigio, quel poco che basta di magia: animali fantastici diventati domestici, vampiri che corteggiano esseri umani in locali notturni, angeli che si ritrovano in pub a bere birra a fine serata, un ragazza metà folletto dipendente di una strega in un negozio di antiquariato. Mi sembra di camminare in una mia città, mi sembra di leggere dell’oggi, facendomi sperare in presenze magiche, perché Crescent City può essere anche un romanzo fantasy, ma è reale. I suoi personaggi sono tangibili, ricchi di grigio, di vernici bianche e di gocce di nero, sbagliano, vincono, sono luce, sono oscurità. Sono personaggi veri, in cui è facile rispecchiarsi, in cui ci si riesce a rivedere. In quanto rivolto a una fascia di età più alta rispetto ad altri fantasy poi, il romanzo è privo di quei filtri necessari alla lettura dei bambini: il mondo di Crescent City è quindi maggiormente realistico, ha volti leciti e illeciti, i suoi personaggi sono tutt’altro che politicamente corretti, sono spontanei, sono bastardi. Si ubriacano, si divertono, si eccitano, vivono. Sono dinamici, privi di quella finzione che caratterizza i personaggi di altri romanzi, zombie ambulanti alla ricerca di cervelli, le quali menti sono rinchiusi in un motivo narrativo monostatico, che impedisce loro di vivere. Crescent City è viva, e se lei è viva, io lettore posso vivere in lei, ed emozionarmi con i suoi abitanti.

Fingendomi portavoce di te, caro lettore o cara lettrice, affermo che abbiamo bisogno di questi romanzi, abbiamo bisogno non solo di leggere, ma di leggerci, di leggere di me in un testo, di leggere del reale, affinché questo possa parlami, aiutarmi, capirmi. Non voglio anticiparti troppo della trama. Per convincerti a metterti il paracadute mi bastano due personaggi: la protagonista, Bryce, la ragazza mezza folletto, chiamati Fae nel romanzo, e la sua migliore amica licantropo, Danika. Ritorna tra le pagine il ricordo della Fae, un ricordo violento, una situazione di pericolo, in cui Bryce tranquillizza Danika, riuscirà a salvarla:

“Chiudi gli occhi Danika”.

La bravura della scrittrice sta nel sapere usare le parole, nel renderle lentamente essenziali e necessarie, nel trasmettere a queste intensità. Le parole giuste non hanno bisogno di cornici, di fronzoli o di strascichi per avere senso, loro sono il senso, in loro il lettore può trovare semplicemente il senso dei personaggi parlanti. E in quel “Chiudi gli occhi” c’è amicizia, fiducia, amore, conforto, affidamento. In quelle parole c’è Bryce, la verità del suo personaggio. In quel “Chiudi gli occhi Danika” e in tutti gli altri periodi che diventano espressivi c’è la città di cui ti ho parlato, il realismo che ti ho descritto, quel luogo fantastico che in quanto vicino al reale tu, caro lettore o cara lettrice, puoi vivere. C’ è Crescent City. Fai, quindi, buon uso, caro lettore o cara lettrice, delle indicazioni che ti ho dato, segui le tracce e giungi nella città crescente, per leggere e per vivere un fantastico reale. Io mi accingo a leggere il secondo romanzo della saga, Crescent City. La casa di cielo e di aria, uscito lo scorso 12 Aprile 2022, sempre di Sarah J. Maas, edito da Mondadori, tradotto da Valentina Valentinuzzi.

di Antonello Costa

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