Sesso

Racconti oltre i margini: Sesso

  • Non ricordavo chi fossi, ma volevo scopare. Quindi scelsi di essere chiunque volesse scopare, per sempre.

“Non ho mai scopato così prima d’ora”

“Che vuoi dire?”

“Che sei intensa, avvolgente…”

L’uomo si scrutava allo specchio, sfiorandosi la pelle del viso. Il suo riflesso fissò lo sguardo su di lei.

“Come fai? La gente è sempre così frenata, bloccata”

“Ognuno ha le sue insicurezze”

“Il suo passato, sì”

L’altro passò le dita fra i capelli, inarcando leggermente la testa all’indietro.

“Da nudi è difficile nascondere ciò che siamo convinti di essere”

“Già”

Lei aprì un pacchetto di sigarette, ne scelse una e la portò alle labbra. Lui si voltò verso la giovane, con fare languido.

“E tu? Si vede che hai un passato dorato”

Ridacchiò, allungando due dita affusolate verso il pacchetto.

“Oppure…”

La ragazza tese una sigaretta verso di lui, che la prese con grazia.

“… non ne hai uno”

La ragazza fece scattare una fiamma dall’accendino, dalla quale attinsero entrambi.

“Lavori in questo hotel?”

“No”

L’uomo aggrottò le sopracciglia.

“Ma indossavi la divisa”

“Sì”

“E non ci lavori?”

“No”

La ragazza raccolse i vestiti. Si abbottonò con cura la camicia, e fece scivolare le gambe nei pantaloni gessati, scuri. Raddrizzò il papillon davanti allo specchio e fece per uscire.

“Aspetta, un secondo…”

Lei tirò un’ultima boccata alla sigaretta, che spense in un bicchiere di champagne. Rimase in attesa, con la mano sul pomello della porta. L’uomo, ancora nudo, la guardava seduto sul letto.

“Ma allora che ci fai qui?”

Lei raccolse una bottiglia di bollicine da terra, poi gli diede le spalle.

“Ci vivo”

Fece scattare la serratura e uscì. Richiuse la porta. Nel corridoio si guardò attorno. Alla sua destra, salì le scale un giovane distinto, con una valigetta in mano e il volto stanco. Inserì le chiavi nella serratura della sua stanza ed entrò. Lei camminò sicura, raggiunse la porta e bussò con le nocche. Due colpi secchi. Quando l’ospite aprì, lei sfoggiò un sorriso cordiale e tirato.

“Buonasera, omaggio dell’hotel. Posso entrare per servirla?”

Di Roberta Sciuto

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