Il Natale di Collins: Dall’astronave alla slitta

Collins : Natale = Winnie the Pooh : barattoli di miele. L’equazione è più o meno questa. Se mi venisse chiesto se preferirei passare il resto della mia vita su una spiaggia caraibica a godermi il mare e il sole oppure trascorrere la mia esistenza in un dicembre senza fine, non avrei dubbi sulla risposta. È che il periodo di Natale è magico, sotto tutti i punti di vista: le luminarie mi danno alla testa, sforno biscotti come un fornaio indebitato, mi ubriaco di Michael Bublé e passo il mio tempo con Kevin McCallister, ogni benedetto anno.

Ogni dicembre è un po’ la ripetizione del precedente, rispolvero ricette tradizionali e ascolto Last Christmas e Let It Snow senza sosta, riguardo sempre gli stessi film e, all’occorrenza, vado anche al cinema a vedere la nuova uscita (rigorosamente pacchiana) a tema natalizio. E la amo, amo questa routine.

Mi sono allora chiesta se non sia possibile infilare anche qualche libro all’interno di questo incastro perfetto. Del resto, se posso rivedere anche cento volte Il Grinch senza mai stancarmi, perché non provare a fare lo stesso con un romanzo? Ecco qui, allora, una piccola selezione di storie natalizie, nelle ambientazioni e nei contenuti, che possono tener compagnia nel mese di dicembre e, perché no?, dare anche qualche spunto per fare un regalo diverso dalla sciarpa o il paio di guanti (brutti) che ogni anno zio Piero dispensa.

Il superclassico

Libro natalizio significa Dickens. Punto. Non a caso è considerato “l’uomo che inventò il Natale”. L’albero, gli addobbi, la tavola imbandita con un tacchino ripieno, immaginario natalizio inglese, molto devono alle rappresentazioni del Natale che Dickens ci ha regalato in romanzi e racconti. È tema più che ricorrente nelle sue opere, tra le quali è scontato ma anche imprescindibile segnalare Un canto di Natale. Non credo serva spendere parole su Scrooge e gli spiriti del Natale passato, presente e futuro, arcinoti per altro sotto le spoglie di zio Paperone, del Grillo parlante e compagnia cantando. Per uscire dalla banalità, tuttavia, mi permetto di indicare alcune edizioni di pregio che sono di recente arrivate nelle librerie: la Einaudi ragazzi ha appena pubblicato un’edizione celebrativa per i 150 anni dalla scomparsa dell’autore, in traduzione di Pierdomenico Baccalario e con le illustrazioni di Mayumi Oono (prezzo di copertina 16,50€); di splendida fattura anche l’edizione Rizzoli, tradotta da Beatrice Masini e illustrata da Iacopo Bruno (prezzo di copertina 20€).

Se amate Dickens ma volete optare per un testo un po’ più ricercato, credo sia ottima la scelta di Le ultime parole dell’anno vecchio pubblicata da Mattioli 1885 (curata e tradotta da Boz, prezzo di copertina 9,90€): è una raccolta di racconti che Dickens pubblicò tra il 1850 e il 1859 sul periodico Household Words che egli stesso dirigeva. Il Natale è qui privo di lustrini e futili scintillii, ma viene letto nella sua componente più umana, con un taglio fortemente autobiografico – come magistralmente spiegato da Boz nell’introduzione. L’edizione piccola e maneggevole è poi perfetta per diventare un pacchettino da mettere sotto l’albero.

L’ultima uscita

A ottobre Tea Ranno ha pubblicato con Mondadori il suo ultimo romanzo, Terramarina (prezzo di copertina 18,50€). Si tratta di un racconto corale, natalizio nei temi e nell’ambientazione, che ci porta nello stesso borgo siciliano in compagnia degli stessi personaggi che erano stati protagonisti de L’amurusanza (Mondadori, 2019); la storia, completamente indipendente dalla precedente, risulta quindi perfettamente fruibile anche da sé.

È la vigilia di Natale e Agata, la Tabbacchera, ha deciso di trascorrerla in totale solitudine, combattuta tra la devozione al defunto marito Costanzo e il neonato amore per il maresciallo Andrea. I piani però cambiano repentinamente quando alla sua porta bussa don Bruno, che tra le braccia stringe «una cusuzza livida, rossoviolacea, sporca di sangue»: una bambina appena nata, cui i vari abitanti del paese fanno a gara per far da genitori, una bambinella che si fa protagonista di una natività dei giorni nostri. C’è l’accoglienza, c’è la gentilezza, c’è la forza, c’è la magia, c’è soprattutto l’amurusanza in queste pagine che trasudano sicilianità e femminilità. Una bella scoperta per chi sente il bisogno di una fiaba contemporanea o che vuole regalarla.

Tornare bambini

Di fiabe vere e proprie – o quasi – è esperto Giacomo Papi, che nel 2015 ha pubblicato per Einaudi I fratelli Kristmas. Un racconto di Natale (prezzo di copertina 17,50€). In questo romanzo fuori da ogni schema, i due fratelli Maddalena e Pietro si ritrovano ad affiancare Luciano Kristmas nella notte più lunga dell’anno, quella in cui il tempo si ferma per consentire a Babbo Natale di consegnare regali ai bambini di tutto il mondo. Luciano tuttavia non è che un sostituto del vero Babbo Natale, suo fratello Niklas, momentaneamente indisposto; tra i due non scorre buon sangue, dal momento che Luciano è un uguagliatore, uno che crede che tutti i bambini debbano ricevere lo stesso numero di regali a prescindere da origine, famiglia e ceto. In questa impresa, si trova braccato dalle malvagie valchirie, sguinzagliate dallo spregiudicato Panicus Flynch, produttore di giocattoli che brama di impossessarsi del Natale.

Non mancano i colpi di scena in questo folle racconto, in cui Giacomo Papi dà sfogo alla sua ironia, portando il lettore in un viaggio divertente ma mai superficiale. Libro perfetto per chi, dentro di sé, ha conservato un’inguaribile anima bambina che crede nella risata come nell’uguaglianza.

Quasi classici

Cosa ci spinge a definire un libro un classico? L’anno di pubblicazione forse? Calvino scrisse che «un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». Mi sentirei allora di annoverare nella categoria alcuni libri del Novecento che rimangono sempre attuali e che spesso vengono anche proposti come letture scolastiche – ma che non definirei propriamente letture per ragazzi. Tra di essi, ne individuerei almeno due che nel Natale vedono la propria ambientazione (ma lo toccano solo marginalmente nelle tematiche).

Il primo è Il giovane Holden di Salinger, che Einaudi ha pubblicato nel 2014 nella nuova traduzione di Matteo Colombo (prezzo di copertina 12€). Fanno ormai parte della cultura generale le peripezie di Holden Caulfield, che alla fine degli anni Quaranta trascorre a New York i giorni che separano la sua espulsione da scuola dalle vacanze di Natale. È una Grande Mela gelata quella in cui il giovane Holden si muove, attanagliato dal celebre interrogativo sul dove vadano le anatre di Central Park quando il lago gela. Il Natale è quindi solo una cornice intorno alla fase di transizione che il protagonista vive, proiettato verso un’adultità che lo spaventa e delude. Un romanzo che oggi continua a saper parlare tanto ad un adolescente quanto ad un adulto, dunque una lettura versatile ma necessaria, perché ormai diventata a tutti gli effetti un classico.

Sullo stesso genere ma forse meno scontato è Aspetta primavera, Bandini di John Fante, tradotto da Carlo Corsi ed edito da Einaudi (prezzo di copertina 13€). È il romanzo d’esordio di Fante, quello che nel 1938 ha dato vita al mitico personaggio di Arturo Bandini, qui quattordicenne. Figlio di immigrati italiani, Arturo conduce una vita faticosa, per la povertà in cui la famiglia annega e per le difficoltà ad integrarsi tra i suoi coetanei. Suo padre Svevo, muratore, rimane senza lavoro nel rigido inverno del Colorado, e il suo grande amore Rosa Pinelli non sembra nemmeno accorgersi della sua esistenza. La neve, in casa Bandini, non è il felice annuncio del Natale in arrivo, ma la sentenza che fino a primavera occorrerà tenere duro. Il Natale è quindi, anche in questo caso, la cornice all’interno della quale si consuma il dramma di un’ordinaria famiglia americana degli anni Venti.

Tanto come letture personali che come regali, i romanzi di formazione del Novecento americano difficilmente possono deludere. Tanto più se ben s’immergono in un’innevata atmosfera natalizia.

Per i più piccoli

Infine, impossibile parlare di Natale senza lasciare un po’ di spazio ai bambini, coloro che forse vivono più intensamente questo periodo magico. Letteratura per bambini non significa letteratura insulsa, anzi, sono tanti gli scrittori che hanno deciso di cimentarsi in libri per l’infanzia di altissima qualità. Tra di essi, mi sento di segnalare Roddy Doyle, autore di punta della letteratura irlandese contemporanea. Nell’esilarante e folle saga dei Ridarelli (quei mostriciattoli pelosi che puniscono gli adulti che si comportano male nei confronti dei bambini facendogli pestare una cacca) non poteva mancare un episodio natalizio, vale a dire Rover salva il Natale, pubblicato da Salani, nella traduzione di Giuliana Zeuli e illustrato da Brian Ajhar (prezzo di copertina 12,50€). Rover, il cane furbissimo che rifornisce i Ridarelli della cacca necessaria a punire gli adulti, viene contattato da Babbo Natale per sostituire Rudolph, la sua renna che ha deciso di scioperare proprio nella notte di Natale. Anche qui ci troviamo in un viaggio folle, in cui bambini e animali si fanno protagonisti di avventure demenziali. A rendere irresistibile la lettura ci pensa la penna imbizzarrita di Roddy Doyle che, tra digressioni insensate, intervalli pubblicitari e capitoli che prendono la parola, realizza un libro per bambini in realtà perfettamente apprezzabile anche dagli adulti.

Insomma, che venga dall’Ottocento o dal 2020, che sia un romanzo o una raccolta, per bambini o per adulti, illustrato o meno, a Natale regalate(vi) un libro. Vi farà bene.

Collins

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