L’INCENDIARIO COMPIE UN ANNO!

Nel 2020 io e altri tre colleghi della Sapienza di Roma demmo vita a un blog, questo blog, L’Incendiario. L’intento era di sperimentare i linguaggi della rete e tentare di dare forma a un progetto nuovo: portare in Internet l’approfondimento letterario e dare la possibilità a chiunque volesse di partecipare a questo confronto. Ci siamo riusciti? Direi di no, o meglio tutto quello che avevamo nella nostra mente non si è concretizzato proprio come volevamo, ma alcune cose sono andate per il verso giusto.


Abbiamo partecipato per la prima volta ad un incontro letterario con circa trenta persone in platea, molte di queste si sono congratulate con noi, altre se ne sono andate come se nulla fosse accaduto, altre ancora erano nostri amici. Abbiamo coinvolto più di trenta persone nel nostro progetto, alcune di loro ancora scrivono per noi, altre non le sentiamo più, altre ancora sono ancora lì, in attesa di essere scoperte. Abbiamo interrogato nelle nostre interviste scrittori e librai indipendenti che si sono prestati pazientemente alle nostre domande e alle nostre curiosità invogliandoci a continuare nel nostro lavoro.


Direi che questi sono dei piccoli successi, irrilevanti per molti, ma giganteschi per noi, studenti universitari a cui nessuno ha insegnato come portare la letteratura in Rete, come coinvolgere le persone e come strutturare interviste e articoli.


Gli errori non posso elencarli per motivi di spazio, sono troppi e sconfinerei in un bilancio impietoso dove le cose negative sono sicuramente più di quelle positive. Al netto di critiche e apprezzamenti quel che importa non è cosa abbiamo fatto e cosa avremmo dovuto fare ma la presenza costante di entusiasmo e voglia di fare. Questo ci ha permesso di tirare avanti per un anno incastrando questo progetto nei diversi impegni della nostra vita da studenti e portare la nostra visione di letteratura a quelle poche ma affezionate persone che ci seguono.


Nel nostro primo editoriale scrissi che L’Incendiario era un progetto che tentava di riempire la moderna “cultura del vuoto”, rintracciata per la prima volta da Benedetto Croce nella letteratura italiana di fine ‘800. L’intento dell’Incendiario era, ed è, quello di dare un senso al mondo che ci circonda in cui la cultura del vuoto si declina nella spiegazione neutra delle opere letterarie, nelle recensioni acritiche di molti blog, nell’approfondimento scopiazzato dalle introduzioni dei volumi, nella scrittura passiva, svuotata da qualsiasi peculiarità individuale. Per farla breve, la nostra mission (parola che va tanto di moda) è rimettere al centro lo scrittore e il critico con la sua individualità e la sua interpretazione dei testi e del mondo.


Esiste la letteratura che parla la lingua dei propri tempi e poi quella immortale che non ha tempo, luogo e spazio, che potrebbe sempre e comunque spiegare i tempi in cui si vive. L’Incendiario, in un caso o nell’altro, vuole parlare del mondo che ci circonda con la lingua della letteratura, spiegare, dare un senso, riempire il vuoto culturale mettendoci dentro lo spunto artistico di ognuno di noi, il proprio pensiero, la propria visione, il proprio guizzo.


Su questo devo dire che non abbiamo mai tradito il nostro intento, cercando di mettere sempre un po’ di noi nei testi e cercando sempre di spiegare il presente con i nostri mezzi, pochi, e con il nostro entusiasmo, tanto.


L’Incendiario guarda al nuovo anno e ringrazia tutti quelli che lo hanno seguito con curiosità e impegno.

Per inaugurare questo primo passaggio abbiamo pensato di puntare su due articoli che incarnano la nostra filosofia: nel primo Lorenzo Valerio ci parlerà dell’assalto fascista (perché solo così possiamo identificarlo) alla CGIL di Roma in Corso Italia, mentre nel secondo abbiamo pensato di chiedere ad alcuni degli scrittori che ci hanno fatto l’onore di comparire nel nostro blog di rispondere ad una domanda molto “semplice”: cos’è per te la letteratura?

Letteratura e mondo contemporaneo, solo così L’Incendiario può guardare con ottimismo ai nuovi orizzonti.

Lorenzo Buonarosa per la Redazione dell’Incendiario

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