Il ragno, il diavolo, il Doc – Essere o non essere… super?

Nelle puntate precedenti
01- Il caso di Spiderman
02- La rivoluzione Daredevil
03- Un po’ peggio di un uomo, un po’ meglio di una bestia
04- Joker e l’ultima barzelletta
05- L’ascesa della vedova

In questi giorni è ormai diventato impossibile girovagare nel magico mondo dell’Internet e non imbattersi nel trailer e nei leakdell’ultimo progetto del Marvel Cinematic Universe: Spiderman: no way home. Dopo essere stato il protagonista di Far from home, film che chiudeva la Fase 3 del MCU, il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere è il protagonista di quello che sembra a tutti gli effetti il primo tassello della Fase 4.

Il trailer è molto suggestivo: Mysterio ha rivelato al mondo che Peter Parker è l’Uomo Ragno. La vita del giovane diventa così impossibile. Non è solo la vita di Peter a cambiare, ma anche quella delle persone a cui tiene di più: zia May, MJ, l’amico Ned. Peter decide così di rivolgersi al Dottor Strange: spera che lo stregone supremo lo aiuti con la sua magia a far dimenticare al mondo la sua identità. Strange usa allora un incantesimo per alterare la realtà, ma qualcosa va storto e il multiverso va in pezzi. Mentre il mondo cerca di congetturare quale sarà la trama che legherà tutti questi personaggi e come tutti gli eventi saranno poi inglobati nella saga cinematografica della Marvel, il lettore di fumetti sorride. In effetti, questa è una trama che ha già sentito.

One More Day

Facciamo un salto indietro nel 2007. Un mondo senza iPhone, WhatsApp, Instagram e le serie Netflix. Un mondo in cui però il parco titoli della Marvel era un ambiente molto attivo. Dopo la conclusione del crossover Civil War, nel quartier generale della Casa delle Idee ci si interrogava sul futuro, ed era uno il problema che teneva banco. Peter Parker viveva ormai il suo matrimonio con Mary Jane da decenni: questo rendeva impossibile per gli autori scrivere storie di Spiderman che avessero il tono delle prime fasi narrative. Peter adesso era un uomo, non era più un giovanotto alle prime armi. Per gli editor era troppo difficile sviluppare nuove linee narrative e contemporaneamente intrattenere una platea di lettori abituata a un certo “Uomo Ragno”.

Ed è proprio per questo che nasce la minisaga One More Day, che si sviluppa sul numero 544 di The amazing Spider-man (TAS), sul 41 di Sensational Spider-man, sul 24 di Friendly Neighborhood Spider-man e sul 545 di TAS. Durante gli eventi di Civil War, Peter aveva rivelato al mondo la sua identità, spinto dal progetto di Iron Man che voleva i super collaboratori delle autorità. Ma una volta a conoscenza della vera identità dell’Uomo Ragno, i nemici di Peter cercano vendetta. Ecco allora che un sicario spara a zia May, colpendola nel suo appartamento. L’evento riduce la vecchia in fin di vita e getta Peter e Mary Jane nello sconforto.

Proprio qui comincia la storia di One More Day. Un Peter disperato è pronto a tutto pur di non far morire sua zia. Si rivolge così al Dottor Strange, e chiede allo stregone supremo di fare in modo che il mondo dimentichi la sua identità, annullando così gli eventi che hanno colpito tanto duramente lui e zia May. Strange però declina: un incantesimo del genere va ben oltre le sue capacità. Dopo il rifiuto del Dottore, Peter si imbatte in diversi personaggi misteriosi che lo portano ad incontrare Mefisto, la versione Marvel di Lucifero. Il re dell’Inferno confessa a Peter che può  rendere di nuovo il mondo ignaro della sua identità segreta e salvare così zia May, ma ad un costo ben preciso: il suo matrimonio con MJ sarebbe stato cancellato dalla linea temporale. Dopo un colloquio toccante con Mary Jane, i due sono disposti ad accettare: il loro matrimonio in cambio della vita di May.

Punti deboli

È inutile che vi stia a spiegare le reazioni dei lettori a questa storia. One More Day è uno degli archi narrativi che i ragnolettori ancora ricordano con più fastidio (compreso chi scrive).

Il guaio con questa storia è che a livello di trama e di dialoghi è anche fatta bene. I numeri sono stati scritti da Straczinsky, che oltre ad aver lavorato già prima sull’Uomo Ragno e su altri personaggi della Marvel, ha lavorato anche sulla serie TV di fantascienza Ai confini della realtà. Un autore che quindi era uno dei più capaci a cui potersi riferire (e doveva anche capircene, visto che non era molto convinto del progetto editoriale e, negli ultimi due numeri, aveva chiesto di far rimuovere il suo nome nelle intestazioni).

Quello che più ha deluso i lettori è l’idea alla base. La Marvel ha volutamente rifiutato una sfida verso una nuova maturità narrativa per ripiegarsi sul già detto, con l’obiettivo di accontentare i lettori puntando sulla loro nostalgia. E nel farlo non solo ha cancellato tappe importanti nello sviluppo del personaggio di Peter Parker, ma ne ha anche forzato la natura. Per quanto devoto alla sua zia, Peter non avrebbe mai accettato la proposta di Mefisto. Negli anni ha imparato che la morte è parte naturale della vita, e non sacrificherebbe mai il suo futuro (un futuro con chi ama) per la vita di qualcuno che, in fin dei conti, ha fatto il suo tempo e non gli chiederebbe mai una scelta del genere.

Per non parlare di varie implicazioni narrative: ogni volta che zia May allora sta per morire Peter sacrifica una parte della sua vita, per portare avanti quella di un personaggio che, sin dalle sue prime apparizioni, è sempre apparso di salute precaria? Questa storia, in definitiva, ha preso Peter Parker e lo ha fatto diventare, da uomo maturo che era arrivato a essere, bambino viziato e impaurito.

One More Day e No Way Home: arriva Mefisto?

Torniamo a parlare, in conclusione, del film di prossima uscita. Già poco dopo il trailer diversi fan hanno cominciato a sviluppare teorie sulla trama. Le più intriganti hanno a che vedere con la presenza di Mefisto nel film, e quindi con il suo debutto nel MCU. Secondo alcune congetture, lo Strange del trailer sarebbe sotto il controllo di Mefisto, o addirittura sarebbe lo stesso re dell’Inferno a parlare a Peter sotto le sembianze di Strange.

Vediamo i punti più interessanti portati a sostegno di queste ipotesi:

  • Nel trailer Strange è molto acconsicendente verso la richiesta di Peter;
  • Strange indossa l’occhio di Agamotto, distrutto da Thanos in Infinity War;
  • La pettinatura dello stregone supremo è diversa: la barba, poi, è più rossiccia;
  • Il suo Sancta Sanctorum si presenta congelato, come il fondo dell’Inferno;
  • Perché lanciare un incantesimo che riscrive la realtà a vantaggio di una sola persona e non farlo quando Thanos si appestava a recuperare tutte le gemme e a spazzare via mezzo universo?

Ma se così fosse allora, cosa vuole Mefisto da Peter? Ad oggi è difficile dare una risposta o pronunciarsi con certezza su queste teorie. Vero è che una gran parte del pubblico si aspettava Mefisto già in WandaVision, quindi l’insistenza con cui queste teorie vengono proposte rischia di essere figlia di aspettative già deluse in precedenza. Inoltre, sarebbe controproducente per gli sceneggiatori basare i poteri dell’antagonista di questo film solo sull’inganno: semplicemente perché è esattamente quanto succede nel capitolo precedente. In Far From Home abbiamo già avuto Mysterio che alterava la realtà per cercare di sconfiggere Spiderman.

Personalmente, sarei molto più soddisfatto se la vera sorpresa della pellicola sia il Matt Murdock di Charlie Cox (che abbiamo visto nella serie Netflix Daredevil), nei panni dell’avvocato di Peter.

Non possiamo quindi che aspettare il film: nel frattempo, continuiamo a leggere fumetti!

di Fabio Massimo Cesaroni

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